Dum loqueretum – pubblicazioni

null

Titolo: Matteo, un vangelo per ammaestrare

A cura di: M. Ciccarelli - L. Lepore

Collana: Dum loqueretur

Editore: Natan Edizioni

Il presente volume che inaugura la collana Dum loquereteur, promossa dal Dipartimento biblico dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose «S.Giuseppe Moscati» di Benevento, raccoglie i contributi di alcuni biblisti italiani che hanno partecipato ad una settimana biblica dedicata al vangelo di Matteo. Una parte degli studi riguarda aspetti più generali, come l'incontro tra la predicazione cristiana e la cultura pagana (Roberto Palazzo), l'uso di modelli mitologici per la nascita di Gesù (Stefania De Vito), la proliferazione di vangeli apocrifi sulla nascita e l'infanzia di Gesù (Francesco De Feo) e la diffusione dell'astrologia nel mondo cristiano (Michele Ciccarelli). Un'altra serie di articoli, invece, si concentra su aspetti teologico-esegetici di Gesù e le Beatitudini (Santi Grasso), le parabole (Paolo Mascilongo), la figura di Pietro e il suo ruolo nella Chiesa (Gaetano di Palma), l'attesa escatologica (Antonio Landi) e, infine, l'esperienza del Risorto da parte dei discepoli (Cesare Marcheselli-Casale).

null

Titolo: Lo straniero che diventa prossimo

A cura di: M. Ciccarelli - L. Lepore

Collana: Dum loqueretur

Editore: Editoriale Scientifica

Il secondo volume della collana Dum Ioqueretur, promossa dal Dipartimento biblico dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose «S. Giuseppe Moscati» di Benevento, raccoglie gli Atti della Settimana biblica tenutasi a Montecalvo Irpino (AV), nel luglio del 2018, e dedicata alla tematica dello straniero e di colui che, in situazioni diverse, diventa un nostro prossimo. Gli studi raccolgono il lavoro soprattutto di biblisti, i quali hanno esplorato l'esperienza del popolo d'Israele che, dopo l'Esodo, è chiamato a istaurare un programma di solidarietà nella terra di Canaan (Carmine di Sante) e a guardare con benevolenza l'immigrato che vive nella stessa terra promessa da Dio (Francesco De Feo). La coscienza di essere un popolo eletto ha messo in moto, in Israele, una difficile dialettica tra tradizione e necessità di convivenza con culture portate da stranieri, l'ambiguità di significato oscillante tra il concetto di ospite e quello di nemico (Giuseppe Carozza). Anche le comunità cristiane, in seguito, dovranno trovare un equilibrio tra il sentimento di marginalità all'interno di un contesto a loro estraneo e la capacità di vivere insieme agli altri, pur conservando la coscienza di essere pellegrini in viaggio verso una patria celeste (Michele Tartaglia), ma anche tra l'attaccamento alla propria vita e la cura dell'altro, il prossimo che si trova in difficoltà (Michele Ciccarelli). Gli ultimi due contributi analizzano la dinamica relazionale tra individui: il primo, dal punto di vista sociologico, mette a fuoco l'esperienza luminale dello straniero nel mondo attuale (Francesco Vespasiano) e il secondo, da un punto di vista psicoanalitico, sottolinea la difficoltà di superare l'idea di sfida e di minaccia che coltiviamo nei confronti dell'altro da noi (Giovanni Tagliaferro).

null

Titolo: Il Padre dei piccoli e la pace del suo Regno

A cura di: Pino Di Luccio

Collana: Dum loqueretur

Editore: Editoriale Scientifica

Da sempre la ``Preghiera del Signore`` rallegra e inquieta i credenti. È per loro fonte di gioia, perché sin dall'inizio ne hanno percepito la novità e la completezza, ma anche di una qualche inquietudine, dal momento che se ne hanno a disposizione ben due versioni - quella di san Matteo e quella di san Luca, non perfettamente coincidenti - e oltretutto di non facile traduzione. Pino Di Luccio colloca la preghiera del Padre Nostro nel suo sostrato biblico, e istituisce un confronto costante soprattutto con l'ebraismo. È necessario in effetti emergere, come fa l'autore, le parole del Maestro nel gran fiume dell'Antico Testamento per cogliere legami, assonanze, echi in grado di consentirci di penetrare più a fondo nella ``Preghiera del Signore``; è necessario, altresì, conoscere la tradizione ebraica al tempo di Gesù, le sue modalità di preghiera, per intendere appieno la preghiera nuova da lui lasciata ai discepoli.

null

Titolo: Il creato

A cura di: M. Ciccarelli - L. Lepore

Collana: Dum loqueretur

Editore: Natan Edizioni

Il presente volume della collana Dum Ioqueretur raccoglie gli Atti della Settimana Biblica tenutasi nel luglio del 2019 all’ISSR di Benevento. In linea con l'enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, i contributi degli studiosi convenuti hanno focalizzato l'attenzione sulla creazione come dono di Dio da custodire e valorizzare. La creazione che esce dalle mani di Dio ( Gen 1-3) è il luogo dove l'uomo deve trovare la sua dimensione in rapporto agli esseri viventi e alla natura (Enrique Sanz Giménez-Rico, Gaetano Castello), verso cui si rivolge lo sguardo trasognato e orante del salmista (Nicole Katrin Rüttgers). interrogarsi sul principio creatore del mondo ha affascinato l'uomo fin dai tempi antichi, influenzando sia la tradizione biblico-giudaica che le grandi civiltà del Vicino Oriente Antico (Francesco De Feo). Tuttavia, bisogna ammettere che la riflessione sull'origine del Creato non è solo una ricerca di appagamento intellettuale, ma anche spirituale, come nel libro di Giobbe, dove l'uomo sofferente nel corpo e nell'anima, nel riscoprirsi creatura di fronte a Dio trova la sua consolazione (Enrique Sanz Giménez-Rico). I vangeli, invece, pur non affrontando direttamente il tema della salvaguardia del creato, tuttavia attribuiscono a Gesù un'attenzione e uno sguardo «contemplativo e sapienziale» verso la natura e i suoi fenomeni, inducendo così ad avere fiducia in Dio che è provvidente (Lorenzo Gasparro). Il linguaggio della creazione, infine, viene utilizzato anche per descrivere una trasformazione della condizione di vita dell'uomo, come quella che viene rappresentata con la guarigione del paralitico da parte di Gesù (Gv 5), il quale compie così una sorta di ricreazione dai caratteri escatologici (Pino di luccio). L'apostolo Paolo, da parte sua, riconosce che la natura creata è una via che ci porta a Dio creatore (Rm 1,19-20), ma essa, corrotta ormai dal peccato «geme ed è in travaglio» insieme a noi che «gemiamo dentro di noi» (Rm 8,22-23), in attesa della finale Redenzione di Dio (Michele Tartaglia). Questa redenzione, in realtà, è già inaugurata da Cristo con la sua morte-resurrezione, la quale non restaura semplicemente il «nuova creazione» (Gal 6,15), alla quale partecipano tutti cristiani uniti nella comunione fraterna e nell'esperienza di una commensalità che non conosce frontiere etniche e religiose (Michele Ciccarelli).

Collegato alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale.
Promosso dalle Arcidiocesi di Benevento e Campobasso-Bojano, dalle Diocesi di Avellino e Cerreto S. Telese T. - S. Agata de' Goti e dall'Abbazia di Montevergine